Il mercato NPL "all'origine" — le cessioni dirette delle banche — si muove per portafogli da 5, 15, 50 milioni di euro: soglie che escludono per costruzione l'investitore privato. Esistono però, a livello di sistema, alcuni canali che rendono l'asset class accessibile anche a capitali più contenuti. Vale la pena conoscerli, con le relative differenze di rischio e liquidità.
Posizioni single-name
Alcuni operatori specializzati acquistano portafogli all'ingrosso dalle banche e li scompongono in singole posizioni (un credito, un immobile sottostante, un'asta) rivendute individualmente. È il canale con il taglio di ingresso più basso in assoluto, perché il capitale necessario è quello di una singola operazione, non di un portafoglio.
Fondi comuni chiusi specializzati
Esistono fondi di investimento alternativi (FIA) dedicati ai crediti deteriorati, generalmente riservati a investitori professionali o con soglie di ingresso comunque elevate (spesso decine di migliaia di euro). Offrono diversificazione automatica su più posizioni, a fronte di minore controllo sulla singola operazione e tempi di uscita legati alla durata del fondo.
Quote di veicoli di cartolarizzazione
Le cartolarizzazioni (ai sensi della legge 130/1999) trasformano portafogli di crediti in titoli (ABS) che possono essere sottoscritti, in alcuni casi, anche da investitori non istituzionali tramite intermediari abilitati. È un canale tecnicamente più complesso, con profili di rischio/rendimento che variano molto in base alla tranche sottoscritta.
Piattaforme di crowdfunding immobiliare/lending
Alcune piattaforme di equity o lending crowdfunding autorizzate propongono operazioni di finanziamento o co-investimento legate a immobili derivanti da procedure esecutive o situazioni di credito deteriorato, con tagli di ingresso molto più bassi (spesso poche migliaia di euro) ma anche minore trasparenza sulla singola posizione sottostante rispetto a un'operazione single-name diretta.
Il criterio per scegliere
Più il taglio di ingresso è basso, più tipicamente cresce la delega ad altri (gestore del fondo, piattaforma, cartolarizzazione) e diminuisce il controllo diretto sulla singola operazione. Le posizioni single-name invertono questo equilibrio: capitale contenuto, ma dovuto studio della singola pratica, che è esattamente il lavoro di una due diligence.